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Ammissione shock di AstraZeneca, il vaccino con effetti collaterali

I tempi della pandemia del Covid-19 sembrano essere ricordi oscuri e passati. Per quanto non si parli più costantemente dei casi che vengono rilevati e non è più necessario un vaccino o un green pass per potersi mobilitare e stare in contesti sociali, in realtà, la prevenzione e i vaccini continuano ad esistere ed essere richiesti da diverse persone in Europa.

Considerando che vi è una grande disponibilità di vaccini efficaci contro le diverse varianti di Covid-19, si è notato un calo della richiesta di uno in particolare, il vaccino Vaxzevria prodotto e distribuito da AstraZeneca. La domanda è diminuita, si pensa, per via della competizione, ma perché mai questo vaccino non è riuscita a reggerla? I nodi vengono al pettine quando, una volta che AstraZeneca ha preso la decisione di ritirare l’autorizzazione per Vaxzevria all’interno dell’Unione Europea, vi è stata una ammissione dell’azienda che ha lasciato molte persone perplesse e preoccupate e che, quasi sicuramente, ha scoraggiato il pubblico dal continuare a sottoporsi a questo vaccino.

cottonbro studio-Pexels.com
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AstraZeneca, infatti, ha riconosciuto che, nonostante sia solo in circostanze estremamente rare, il suo vaccino anti-Covid può causare la sindrome da trombosi con trombocitopenia, anche nota come TTS. Questa tipologia di trombosi è molto rara, di conseguenza, anche difficile da trattare.
Questa ammissione è emersa durante una causa collettiva svoltasi in Inghilterra, dove sono stati segnalati diversi casi di trombosi, alcuni anche letali, purtroppo, in alcuni individui che hanno ricevuto il vaccino Covid-19 di AstraZeneca, noto anche come Covishield. In questo contesto, l’indagine sul vaccino che ne è derivata ha mostrato che vi fosse una correlazione tra i due eventi.

Nonostante alcuni studi abbiano indicato un’efficacia del vaccino contro il Covid-19 compresa tra il 60% e l’80%, sono stati riportati comunque molteplici casi di effetti collaterali gravi, tra cui la trombosi. In risposta a queste segnalazioni, i cittadini britannici hanno avviato una causa collettiva contro AstraZeneca, sostenendo che il vaccino Covishield abbia causato decessi e lesioni gravi. Alcune di queste persone che hanno fanno causa all’azienda hanno richiesto compensi fino a 100 milioni di sterline per circa 50 vittime.

AstraZeneca aveva inizialmente contestato le accuse e le denunce subite, ma dopo diverso tempo ha poi ammesso e confermato che il suo vaccino poteva, effettivamente, causare una trombosi TTS, anche se è stato specificato che le possibilità sono molto basse rispetto al numero totale dei vaccini svolti.

siringa-cottonbro stuio-Pexels.com
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In ogni caso, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente confermato la presenza di casi di trombosi TTS avvenuti inevitabilmente dopo la vaccinazione con Covishield, confermando, quindi, le preoccupazioni dei cittadini britannici che sono stati affetti da questa malattia in modo fatale o quasi.
Nonostante questi rischi, l’Oms ha sottolineato che i benefici della vaccinazione contro il Covid-19 superano i potenziali rischi, specialmente nei paesi in cui il virus si diffonde ancora con facilità.

AstraZeneca ha sottolineato che il suo vaccino anti-Covid ha un profilo di sicurezza accettabile e che i benefici della vaccinazione superano i rischi di effetti collaterali estremamente rari. La sicurezza dei pazienti rimane la massima priorità dell’azienda, che si impegna a rispettare gli standard regolatori per garantire l’uso sicuro dei farmaci, inclusi i vaccini.